L'eiaculazione precoce (in latino ejaculatio praecox) consiste nella difficoltà o incapacità da parte dell'uomo nell'esercitare il controllo volontario sull'eiaculazione ed è considerata il disturbo sessuale maschile più diffuso, in quanto affligge il 25%-40% degli uomini (alcune stime parlano di circa 4 milioni di italiani che ne sono affetti).
Secondo Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l'orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. A questa definizione, si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno, che correlano la precocità dell'eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull'eiaculazione, disgiungendo la diagnosi del fenomeno dalla soddisfazione della partner e dalla sua possibilità di raggiungere l'orgasmo (anche perché nelle coppie stabili entrambi i partner possono essere affetti da disturbi della sessualità, che nella donna possono ritardare e/o inibire l'eccitazione o l'orgasmo).
Le cause dell'eiaculazione precoce possono essere individuate sia in disturbi di tipo organico (prostatite, vescicolite, etc.), sia in problematiche più complesse e multifattoriali, di tipo psicologico e sessuologico, che possono riguardare il singolo soggetto o la coppia nel suo insieme. Recentemente secondo i principi dell'Evidence Based Medicine è stato proposto un modello interpretativo focalizzato sul tempo di latenza eiaculatoria intra-vaginale (IELT); si ritiene così di poter definire come affetto da eiaculazione precoce colui il quale eiacula, mediamente, in un tempo inferiore al minuto rispetto all'inizio della penetrazione.
Il trattamento elettivo è quello psicosessuologico che consente lo sviluppo di una maggiore competenza nel gestire i tempi dell'orgasmo, ad esempio mediante la tecnica dello "stop and go". I trattamenti medici non offrono invece una soluzione definitiva e prevedono attualmente l'utilizzo di anestetici locali o l'assunzione di psicofarmaci (in particolare SSRI) che hanno, tra gli effetti collaterali, quello di ritardare l'orgasmo.
A breve dovrebbe essere introdotto, anche in Italia, un farmaco basato sulla dapoxetina, una specifica molecola antidepressiva capace di agire sulla serotonina, come gli altri SSRI, ma con ridotti effetti collaterali e soprattutto con la capacità di agire in breve tempo rispetto alla sua assunzione (ovvero a distanza di 1-3 ore). Questa molecola, a differenza degli altri antidepressivi, non avrebbe il tipico effetto di calo del desiderio.
lunedì 10 agosto 2009
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